martedì 13 novembre 2012

articolo scritto "a quattro mani"



 Di seguito le interessanti impressioni dell'amico Paolo relative all'uso del monocorona..


I dubbi che pervadono un biker quando opera modifiche sulla trasmissione sono particolarmente importanti,  ne consegue infatti, un cambiamento che agisce sull’equilibrio tra le mente e i muscoli, il pensiero e l’azione, ovvero l’energia  muscolare propulsiva  che ci fa spingere la nostra adorabile “macchina” chiamata mountain bike.
Dopo  aver letto attentamente tutti i post pubblicati da Davide, e dopo aver scambiato più di una parola con lui che ormai mi conosce perfettamente ( non abbiamo mai pedalato insieme ma è come se ci conoscessimo alla perfezione)  ho deciso di seguire i suoi preziosi suggerimenti.
Dunque  anch’io ho deciso di  procedere con  l’upgrade più difficile da metabolizzare per  per un light biker:  il monocorona!
Detto,  fatto, .. proprio Venerdì  ho installato in kit Ari K M 33t ,   la modifica ha interessato la rimozione del  deragliatore,  del comando XX e della doppia 38/24. 
Domenica il primo probante test sui sentieri dei castelli romani, l’escursione è stata caratterizzata da una pioggia battente farcita da impetuose raffiche di vento le quali appena si usciva dal bosco  innescavano paurose imbardate sulla ruota anteriore,   il test è stato comunque  portato a termine in compagnia del grande Max Burry, che con la sua Flash 27,5 ha reagito alla grande alle condizioni estreme  che la giornata ci ha riservato..dimostrando ancora una volta il suo coraggio, la sua abilità  e destrezza per far fronte alla forza degli elementi!
Queste le sintetiche sensazioni da me provate con l’utilizzo  del monocorona Ari K M 33T:
positive
·         velocità max raggiungibile in pianura con rapporto 33 /11  con  buona spinta ( senza mulinare)  =  44kmh;
·         salite con pendenze al 22% (brevi strappi  del percorso  marathon dei colli albani)  eseguite  con discreta agilità senza mai mettere piede a terra;
·         accettabile la staticità della catena in condizioni di forti sconnessioni;
·         guida fluida e silenziosa;
·         per via della mancanza del comando sx, si avverte una miglior concentrazione dedicata al manubrio e quindi nella guida della bike;
·         uscite  più allenante fisicamente e mentalmente;
·         guida + stimolante e divertente;
·         della serie “necessita fa virtù” ho utilizzato fasce  muscolari solitamente “dormienti”..vedi bicipiti femorali

negative/da rivedere
·         Le difficoltà arrivano durante la fase di spinta massima nelle salite di forte pendenza;  se si procede con una frequenza di pedalata molto bassa e si tenta di superare un drop o un ostacolo (tronco-radice) nel mezzo del sentiero (situazione tipica dell’off road), è inesorabile il rallentamento determinato dall’impatto con l’ostacolo, la conseguenza è un rallentamento della bike che può causare l’arresto della pedalata, il tutto con la forka rigida viene decisamente amplificato (!)
·         impegno fisico  più  costante con conseguente dispendio di energie nelle salite di lunga durata caratterizzate da pendenze importanti.
·         Con l’assenza della  guida a posto del deragliatore è probabile il salto della catena con il conseguente stop per reinserirla, problema risolvibile con il semplice montaggio del guida catena. A me in particolare è fuoriuscita abbastanza spesso durante le pianure quando si scende sul pignone 11.. ho il dubbio che la corona fosse troppo  “interna”..vedremo cosa fare per migliorare la linea.
Concludo dicendo che per me  L’XX1 di Sram non sarà una novità destinata ad un pubblico di nicchia ma riscuoterà un successo inaspettato :-) 

un Grazie sincero a Paolo con la speranza di poter pedalare presto insieme a lui .

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